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I segnali dell'insulino-resistenza che puoi notare prima delle analisi

18 lug 2024
Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 2 giorni fa

La cintura, il sonno dopo pranzo e un paio di valori del sangue da guardare con il medico, prima che il problema abbia un nome più serio.


Uomo over 40 in giacca addormentato sulla scrivania dopo pranzo, possibile segnale di insulino-resistenza

Se dopo pranzo, verso le tre, ti viene un sonno che faresti fatica a giustificare davanti a un cliente, se la pancia cresce mentre braccia e gambe restano più o meno quelle di sempre, e se le analisi del sangue, a sentire il tuo medico, sono «nella norma, ma da tenere d'occhio», allora questo articolo è per te.


Non ti farò una diagnosi, non è il mio lavoro e non si fa leggendo un blog. Ti spiego però cos'è l'insulino-resistenza, quali segnali la tradiscono prima che diventi un problema serio e quali valori conviene chiedere al tuo medico.


Cos'è l'insulino-resistenza, spiegato semplice


Ogni volta che mangi, il pancreas produce insulina, l'ormone che porta lo zucchero dal sangue dentro le cellule. Quando le cellule cominciano a rispondere male, il pancreas compensa producendone di più. Per anni le analisi possono sembrare quasi normali, proprio perché il corpo si fa il culo per tenerle così. È questa la fase da intercettare, perché è quella in cui puoi ancora fare parecchio, prima che la glicemia salga davvero e che il discorso si sposti su prediabete o diabete di tipo 2.


E c'entra con la pancia più di quanto si pensi. Con l'insulina alta il corpo tende a conservare grasso, e il grasso in eccesso intorno agli organi, a sua volta, peggiora la risposta all'insulina. È un circolo, e dopo i 40 gira più facilmente, come ho spiegato parlando di grasso viscerale e grasso addominale.


I segnali che puoi notare da solo


  • La pancia cresce, il resto no. Se ingrassi soprattutto sulla pancia, con braccia e gambe che restano magre, il grasso si sta accumulando proprio dove dà più problemi.

  • Il giro vita. Prendi un metro da sarta e misura in piedi, senza trattenere il respiro, a metà tra l'ultima costola e l'osso del bacino, più o meno all'altezza dell'ombelico. Per un uomo europeo le linee guida internazionali parlano di rischio aumentato da 94 centimetri e di rischio alto da 102.

  • Il crollo dopo i pasti. Sonno e fame poco dopo aver mangiato, soprattutto dopo pasta, pane o dolci, e quella voglia fottuta di qualcosa di dolce a metà pomeriggio. Da soli non dimostrano niente, insieme agli altri segnali dicono qualcosa.

  • Le macchie scure sul collo. Una pelle più scura e vellutata sul collo o sotto le ascelle, che a volte si scambia per abbronzatura irregolare, si chiama acanthosis nigricans ed è uno dei segni tipici dell'insulina alta. Se la noti, parlane con il medico.


I valori da chiedere al tuo medico


Le analisi di routine spesso guardano solo la glicemia, che però è l'ultima a salire, e per questo per anni ti senti dire che va tutto bene. Alla prossima occasione chiedi al tuo medico se ha senso aggiungere anche questi valori.


  • glicemia e insulina a digiuno, da cui si calcola un indice chiamato HOMA, utile per stimare la resistenza all'insulina;

  • emoglobina glicata, che racconta la media degli zuccheri degli ultimi due o tre mesi;

  • trigliceridi e colesterolo HDL, perché trigliceridi alti e HDL basso sono un'accoppiata tipica di questo quadro;

  • se lo ritiene utile, gli esami del fegato o un'ecografia, perché il fegato grasso va spesso a braccetto con l'insulino-resistenza.


Non esiste un valore magico uguale per tutti, quindi l'interpretazione lasciala al medico.


Ecco cosa puoi fare da domani


La parte pratica la trovi nell'articolo su come gestire l'insulina per perdere la pancia. In breve, quasi sempre si lavora su quattro fronti insieme.


  • A tavola, mettendo al centro proteine e verdure e riducendo zuccheri e farine raffinate, senza bisogno di contare niente.

  • Con i pesi, perché i muscoli sono i primi consumatori di zucchero del corpo, e allenarli migliora la risposta all'insulina.

  • Dopo i pasti, con una camminata di dieci minuti, che aiuta ad abbassare il picco di zucchero.

  • Con il sonno e lo stress, perché poche ore di sonno peggiorano la sensibilità all'insulina già nel giro di pochi giorni.


Se il medico ti ha prescritto un farmaco, non sostituirlo di testa tua con questi consigli, perché le due cose lavorano insieme e non in alternativa.


La pancia è il segnale più visibile


In questi casi la pancia è il segnale più visibile di un problema che si vede meno. Trattarla solo come una questione estetica significa perdere il momento migliore per intervenire, che è anche quello in cui hai più margine.


Se vuoi vedere in cinque minuti come si tiene a bada l'insulina senza stravolgere le tue giornate, te lo spiego in questo video.



Sul canale trovi altri video come questo, tutti pensati per uomini che hanno poco tempo e vogliono capire cosa succede al loro corpo dopo i 40.



— Francesco


Francesco Carrieri, l'Unico specializzato nel dimagrimento della pancia dell'uomo over 40 con poco tempo

Sono cresciuto in provincia di Cuneo, ai piedi delle Alpi, e da dieci anni lavoro con una sola categoria di uomini, quelli che dopo i 40 portano addosso un peso doppio, la pancia e le responsabilità. Oggi sono l'Unico specializzato nel dimagrimento della pancia dell'uomo over 40 con poco tempo, ho seguito più di 500 percorsi e ho costruito un metodo mio, il Metodo dei 4 Vincoli. Ho le certificazioni CONI, ho scritto quattro libri, tra cui Meno Pancia, Più Testosterone, e conduco il podcast Da uomo a uomo. Puoi delegare tutto, ma non la faccia con cui entri in una stanza. Scopri come lavoro


Domande frequenti sull'insulino-resistenza

I più comuni sono il grasso che si accumula sulla pancia, un giro vita ampio, sonnolenza e fame dopo i pasti e, in alcuni casi, macchie di pelle più scura sul collo. Solo le analisi e il medico possono confermarla.

Glicemia e insulina a digiuno, da cui si calcola l'indice HOMA, emoglobina glicata, trigliceridi e colesterolo HDL. È il medico a decidere quali servono e a interpretarli.

Per gli uomini europei le linee guida internazionali indicano un rischio aumentato da 94 centimetri e un rischio alto da 102.

Spesso sì, soprattutto se presa in tempo. Alimentazione, allenamento con i pesi, movimento dopo i pasti, sonno e gestione dello stress sono i fronti su cui si lavora, insieme al medico.


 
 
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