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Oggi è la Giornata Mondiale contro l’Obesità, ma io non voglio parlare dell’obesità nel mondo.Voglio parlare della tua pancia gonfia.

  • 4 mar
  • Tempo di lettura: 3 min
Kenshiro leggenda

Ci sono molte persone che lottano con l’obesità nonostante mangino poco e facciano esercizio fisico regolarmente. In questi casi possono essere coinvolti fattori ormonali e metabolici, e fin qui nulla di nuovo.


Ipotiroidismo.

Insulino-resistenza.

Cortisolo alto.

Leptina che “non funziona”.


Parole vere, ma spesso usate come scudo.


Io lavoro ogni giorno con uomini tra i 40 e i 55 anni, imprenditori, professionisti e ti dico che nel 90% dei casi il problema non è un misterioso disordine ormonale, ma un disordine decisionale.


È incoerenza ripetuta.


Allarghiamo lo sguardo.


Il diabete tipo 2 in Italia viene diagnosticato mediamente intorno ai 67 anni, ma la fascia più colpita è tra i 45 e i 64 anni. Esattamente la tua. Il 6,6% della popolazione italiana – circa 4 milioni di persone – è diabetica. Ogni anno si registrano circa 6 nuovi casi ogni 1.000 persone.


E il dato che dovrebbe farti riflettere è questo: il diabete tipo 2 può restare silenzioso per anni, molti ce l’hanno senza saperlo.


Quando parlano di cause senti sempre lo stesso elenco: obesità, sedentarietà, familiarità, età.


Tutto corretto.


Ma quanti anni sono che ci indicano lo zucchero da cucina come unico responsabile di obesità, tartaro, infiammazioni e diabete?


Così la gente pensa di aver risolto il problema eliminando il cucchiaino nel caffè.


Poi però continua a comprare:

– biscotti “senza zucchero”

– pane integrale

– cereali “senza zucchero”


Senza sapere che sono composti per il 70–80% da carboidrati che nel tuo corpo diventano glucosio.


Nessuno ti dice che il tuo pancreas non fa distinzione tra zucchero raffinato e amido raffinato quando deve gestire la glicemia. Se il carico glicemico è alto e ripetuto, l’insulina sale. Se l’insulina resta alta nel tempo, l’insulino-resistenza si consolida. Se l’insulino-resistenza si consolida, la pancia viscerale cresce.


Io ho scelto di combattere contro la pancia dell’uomo adulto che ha 40 anni e più sulle spalle.


Non tratto l’obesità in generale.

Non faccio fitness per ragazzi di 25 anni.

Non vendo motivazione.


Lavoro sulla pancia dell’uomo che lavora troppo.


Dopo i 40 anni:

– la massa muscolare tende a scendere

– la sensibilità insulinica peggiora se non la stimoli

– il sonno diventa più fragile

– lo stress diventa cronico


Se sopra questo schema metti 4–5 picchi glicemici al giorno, il risultato è prevedibile.


La cintura che stringe.

L’energia che crolla dopo pranzo.

La fame nervosa la sera.

I trigliceridi che salgono piano piano.


E intanto ti racconti che “è normale alla mia età”.



No che non lo è, cazzo! È normale se continui a fare le stesse cose.


Un uomo con 10–20 kg di sovrappeso che applica un sistema coerente può realisticamente perdere tra lo 0,5% e l’1% del peso corporeo a settimana nelle prime fasi. Significa 2–4 kg nel primo mese, con una riduzione misurabile del girovita.


Non 10 kg in un mese, non miracoli, ma numeri concreti.


Io parto da tre leve:

  1. Sonno. Perché senza recupero il tuo corpo resta in modalità sopravvivenza.

  2. Poche regole alimentari sostenibili. Non diete da fame.

  3. Allenamenti brevi ma progressivi per rialzare la massa muscolare e il metabolismo.


La tua pancia oggi è un campanello.

La domanda è una sola:


Vuoi continuare a raccontarti che è “normale alla mia età”…

o vuoi finalmente smettere di raccontarti balle prima che diventi una diagnosi?





 
 
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